mercoledì 11 novembre 2009

Delle dipendenze



Sfilati le calze,
lenta Venere
dalle gonne corte.
Guida la mano
di quest'uomo
che striscia
tra lenzuola
e notti spente.

Non ho paura
di un giro di giostra,
tra gomiti
e ginocchia
disilluso e affranto,
temo invece
il confronto
tra il mio alzabandiera
e il conto
che stasera verso,
come un ubriaco
l'ultimo bicchiere.


*foto di Marco Belli

Rinascita


Cercarsi donna
tra ossa
e seni bambini,
dove il corpo
non si arrende,
mai
sazio,
mai
morto.

La pelle
si fa culla
di un tiepido amore,
e lasciatasi plasmare
da attenti abbracci
e nettare
e miele
dolcemente giace
ebbra
di un nuovo piacere.

You're simply the past


Degli altri
e del mondo
ho un ricordo sfuocato,
io, piccolo lampo di luce,
a scattare una foto
del tempo passato.

Del buio
incastrato
tra notte e paura,
di vuoti a perdere,
di volti persi,
di anni sparsi,
raccolgo stracci
appesi ad asciugare
ormai intrisi di pioggia.

Pioggia di novembre,
pioggia di marzo,
pioggia di mille giornate,
di notti scopate.

Prendo alibi
per difendere una briciola,
non scendo a patti
per difendere
la mia storia.

lunedì 9 novembre 2009

Piccoli abusi crescono

Occhi incatenano
occhi
sbriciolando
virginali
attese.

Singoli
spermofori
palpiti
s'infrangono
tra gambe tese.

Lo sforzo
tendente al massacro
non chiede
ma strappa
difese.

Ancoràggio



Ho chiuso
l'aria in un barattolo
e respirato
sorsi di memoria.
Dove son fermi i miei pensieri?
Appesi ad un incrocio
tra anestetici
e caffè
...ed il tuo odore neonato
odore di latte,
il mio...

(Stràppati dal torpore,
dal taglio da anni inferto
che da anni
ancora fa male)

domenica 8 novembre 2009

PERIODO IPOTETICO




Ho scelto
di essere
un piccolo
punto
di sospensione
tra ieri e domani
tra desiderio e realtà
tra l'"io" che attende
e il "tu" che termina la frase.

Mater et domina

Si è spenta la notte,
col fardello di sogni
che mi ha intorpidito le membra.
Ho aperto una strada
tra Ade e il tramonto
su una via lastricata di peccato
chè se ti giri
sei statua di sale.
Il culmine del sole,
apollineo astro,
mi richiama al pianto,
e lenta sciolgo
sale in lacrime,
Proserpina novella
in una Primavera mai arrivata.

Natura morta



Quanto fango,
quanto,
da gettarsi addosso
nell'attesa
di diventare statua
e restare immobile
e desistere
dal respirare,
perchè crepa non si formi,
polvere non cada,
e nel proprio involucro
svenire
svanire
e da vinta,
vincere il tempo.

ANULARE

"Gestirsi la vita
tra parole non dette
e mani fermate"
Il mio argento:
anelli che coprono ogni dito
tranne uno.
Il mio argento:
Difendere polsi, caviglie, braccia, collo.
Il mio argento:
mai nuda.
Il mio argento:
plasmare l'ego
come un ninnolo,
in cui giace oro
in cui giace un palpito.

martedì 3 novembre 2009

Fame d'amore



Ferita in mezzo al petto
aperta
su cui ogni sguardo
è un nuovo graffio.
Buco isterico
avido
tragico
di notti d'amore ceduto
e sesso sbavato.
E il sangue rappreso
tra gambe e cuore
è ricordo
sterile
senza sapore.